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Locarno 70

 

di

Federico Brambilla

L’edizione 2017 del Festival internazionale del Cinema di Locarno ha visto primeggiare un film di grande pregio “Wajib – Dovere” di Annemarie Jacir, il cui cinema politico non può lasciare indifferenti: in questo caso seguendo la giornata di un padre e un figlio alla prese con la consegna degli inviti per il matrimonio della figlia, per l’uno, sorella, per l’altro, riesce a mostrare incidentalmente, la storia si svolge infatti a Nazareth, le condizioni e le contraddizioni di un popolo costretto a vivere schiacciato dalla violenza prevaricatrice israeliana. Forse con qualche dialogo un po’ didascalico ma ancora con la forza di indignarsi e indignare, meritoriamente vincitore del Premio ISPEC cinema.

“Lucky”, opera prima dell’attore John Carrol Lynch, è un dramma dai toni della commedia che nel raccontare la vecchiaia di un solitario cowboy “in mutande” riesce a introdurre una nota di inaspettato ottimismo. Certo l’influenza dei registi che l’hanno diretto e alcune scelte iconografiche, Henry Dean Stanton, l’indimenticato padre di “Paris, Texas” di Wenders che vaga nel deserto, sono scoperte e forse poco originali eppure il film trova una sua levità nel descrivere la senilità, che infine ha la meglio sulla sensazione di essere di fronte ad un film furbo e poco altro.

Sensazione che invece è inequivocabile per quanto riguarda il film francese “Demain e tous les autres jours”. Storia di uno squilibrato, in senso letterale, rapporto madre-figlia dentro una cornice fiabesca, è un film peraltro ben realizzato ma inerte, facilmente dimenticabile.

 

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