I giovani, gli errori della sinistra, il disastro di Veltroni

Se si è onesti bisogna ammetterlo: peggio di così non poteva andare. La sinistra è scomparsa dal parlamento, sta per nascere il primo governo della storia della Repubblica che non tiene neppure Casini dentro, ma il partito della Mussolini, aderente al popolo berlusconiano, sì. Ora non si tratta di gettar colpe a destra a manca, ma di riflettere su quanto accaduto. Diciamolo pure, la banda dei quattro, Mussi-Diliberto-Pecoraro-Giordano, ha fatto il possibile sbagliando molto, incapace di mostrarsi veramente unitaria, incapace di trovare un ragazzo o una ragazza che ci rappresentasse, ha preferito attaccarsi a Bertinotti, che, per dirne una, saluta il Dalai Lama, messo in croce pure dall’ambasciatore Sergio Romano, non solo da Vattimo e Canfora.
(more…)

Add comment 24 Aprile 2008

L’Ungheria, i suoi poeti, le sue rivoluzioni

Il centro studi, aderendo ad una richiesta scaturita dai giovani sindacalisti ticinesi, ha editato un libro di Davide Rossi dedicato all’Ungheria, ai suoi poeti, alle sue rivoluzioni. Riportiamo di seguito l’introduzione di Emilio Sabatino. Il libro può come sempre essere richiesto al nostro centro studi. Verrà ufficialmente presentato venerdì 25 aprile 2008 presso la Casa Gabi di Locarno (Svizzera) alle ore 20.30, alla presenza dell’autore e di rappresentanti del SISA e del partito comunista ticinese. Hanno già confermato la loro presenza Massimiliano Ay, Mattia Tagliaferri e Giulio Micheli.
(more…)

Add comment 20 Marzo 2008

Pubblicato “Crisi dell’individuo” del filosofo Massimo Piermarini, di seguito l’introduzione curata da Davide Rossi

Coraggio, piena condivisione del pensiero espresso, assoluta identità nella profondità dell’analisi, complessa, densa, articolata. Tutti questi sentimenti ci hanno convinto - come Centro Studi “Anna Seghers” ad editare questo saggio dell’amico e filosofo Massimo Piermarini, un saggio forse difficile, certamente attuale, indubbiamente necessario.
Piermarini scrive: “Il vero responsabile della distruzione dell’individuo è proprio lo spirito borghese e la società di cui è l’aureola e la glorificazione.”
L’autore legge il dramma e la frantumazione della nostra società. L’insicurezza come risultato del declino del sistema occidentale, la sua riduzione mediatica in termini di “pericolo esterno” agitato come diversivo, la massificazione del pensiero, un finto individualismo esasperato, che è solo un’omologazione di massa dei comportamenti, dei pensieri, dei gusti, delle scelte.

(more…)

Add comment 25 Febbraio 2008

Giornata della Memoria e Costituzione

Nel cielo limpido e azzurro, attraversato da una luce e da un lieve vento che annunciano primavera e ne portano il profumo, si è svolta, nel pomeriggio di domenica 27 gennaio ’08 a Milano, la manifestazione per la giornata della memoria. Memoria di una liberazione che tra le nevi di Auschwitz ha visto spalancare le prime porte di un campo di sterminio 63 anni fa.

(more…)

Add comment 31 Gennaio 2008

La sensibilità delle ragazze e dei ragazzi

Editato da Alea (Milano) il nuovo libro del direttore del Centro Studi Davide Rossi: “Anna Seghers e l’uguaglianza”, la prima pubblicazione di questo anno seghersiano. Nel libro il direttore del Centro Studi riflette, ripercorrendo le pagine conclusive del romanzo “Il ristabilimento della schiavitù in Guadalupa” il rapporto, in particolare nei giovani, tra giustizia, uguaglianza e libertà. Riportiamo di seguito l’introduzione del vice–direttore Emilio Sabatino.

(more…)

Add comment 13 Dicembre 2007

La RAI e oblò.it segnalano l’apertura dell’anno seghersiano

L’apertura dell’anno seghersiamo è stata segnalata dalla RAI attraverso le pagine di Televideo e da Fabio Izzo, attraverso il pregevole sito culturale oblò.it (visita), di seguito il testo della pagina di Televideo.

Televideo  RAI nazionale - 18.11.2007

LETTERATURA, RICORDANDO ANNA SEGHERS


Al via domani, nell’anniversario della nascita della scrittrice tedesca Anna Seghers, l’anno seghersiano, che si protrarrà fino al novembre del 2008. Nata a Magonza nel 1900, Seghers fu iscritta al partito comunista dal 1928 ed esule dal 1933, vivendo tra Francia e Messico. Il suo romanzo più noto, “La settima croce”, basato sull’evasione di 7 prigionieri da un campo di concentramento, divenne un film nel 1944, per la regia di Fred Zinnemann, con Spencer Tracy. Dopo la II Guerra mondiale si trasferì nella Ddr. Morì nel 1983. Iniziative e info nel sito www.annaseghers.it

Add comment 27 Novembre 2007

Contro ogni violenza neonazista, perché venga riaffermata la imprescindibile differenza e non omologazione tra nazismo e comunismo

Davvero sconcertante che la giusta denuncia della violenza neonazista che arriva a marchiare – era un gruppo di quattro teste rasate -  una svastica su una giovane ragazza di Mittweida, nell’est della Germania, intervenuta in difesa di una bambina extracomunitaria maltrattata da questa feccia sociale neonazista, troppo spesso tollerata, si trasformi, su  “Repubblica” on line, in un sommario articolo che ha come risultato, più o meno intenzionale, di parificare nazismo e comunismo, e gettare una luce sottilmente razzista sui tedeschi dell’ex DDR, delle persone  - secondo l’articolista Andrea Tarquini – vissute sotto una dittatura.
Tarquini scrive: “Ancora una volta, un crimine neonazista ha per teatro la Germania orientale. Cioè l’ex “Ddr” (la dittatura comunista che difese la sua esistenza con il Muro di Berlino per bloccare le fughe verso la libertà). Nell’est tedesco, tre generazioni hanno vissuto sotto dittature: prima Hitler dal 1933 al 1945, poi dal dopoguerra al 1989 lo stalinismo più bieco durato appunto fino all’89, alla caduta del Muro e al crollo dell’Impero sovietico innescato dalla rivoluzione democratica polacca. Nell’est tedesco, i neonazisti trovano spesso terreno molto più fertile che non all’ovest - democratico dal 1945 e impregnato di cultura democratica - per la loro propaganda di odio.”
In dieci righe Tarquini, con leggerezza stupefacente, degna di un giornalismo sbrigativo e impreciso, infila una dietro l’altra affermazioni apodittiche:

1.    La DDR era una dittatura
2.    La DDR ha eretto un muro per impedire le fughe verso la libertà
3.    Dal ’45 all’89 la DDR è stato un paese di “bieco stalinismo”
4.    Solidarnosc ha realizzato in Polonia una “rivoluzione democratica”
5.    Nella ex DDR c’è meno cultura democratica, i suoi cittadini sarebbero quindi dei minus habens, a Ovest invece erano “impregnati” di cultura democratica. Per questo a est ci sono più neonazisti.

Probabilmente questo giornalista avrà molta fortuna e ottima carriera, complimenti, ma noi siamo stupiti e sconcertati. Soprattutto per i giovani che leggono e magari non hanno tutti gli strumenti per valutare simili considerazioni.
Leggere il fenomeno neonazista come un “corollario” del comunismo, leggere una continuità tra esperienze così nettamente opposte, come la storia del nazismo e del comunismo in Germania, sono affermazioni che ci lasciano senza parole.
Che cosa dovremmo fare? Scrivere a Repubblica, invitando a leggersi magari gli articoli del suo stesso giornale che documentano come la storia di Solidarnosc sia quella di un movimento politico finanziato da CIA, Vaticano e sindacati statunitensi, poco interessato alla libertà e molto al potere? Mandare a Repubblica un paio di libri di storia che documentano come nella democratica Germania Ovest i professori nazisti siano rimasti in cattedra e i generali in caserma, mentre nella DDR sono stati gli uni e gli altri allontanati? Regalare al Tarquini la documentazione che come Centro Studi stiamo raccogliendo sulla storia della DDR e del muro, ricordare a questo giornalista che nell’università di Berlino est, pochi mesi prima della costruzione del muro è scoppiata una bomba messa dai servizi segreti dell’Ovest? Che guarda caso con il muro è diventato impossibile portare da una parte all’altra di Berlino bombe in tram?
Ma probabilmente non interessa neppure ricordare che nel 1951 la polizia dell’ovest ha sparato e ucciso dei giovani dell’ovest che volevano andare al Festival mondiale della gioventù a Berlino est, o ancora meno interessa leggere l’interessante libro che spiega come la democratica Germania Ovest ha internato a partire dal dopoguerra negli ex campi di concentramento nazisti militanti comunisti e sindacalisti, che in alcuni casi, dietro quel filo spinato ci erano già stati messi dai nazisti.
Certo c’era la guerra fredda, certo la società tedesco orientale, come tutti i paesi dell’est Europa liberati dall’Armata Rossa, ha vissuto gli errori e le contraddizioni di quella epoca, la rigidità di una cultura politica che tuttavia si è nutrita di slanci, di entusiasmi, di voglia di costruire una società antifascista che chiudesse definitivamente la pagina del nazifascismo, senza alcun compromesso.
Ma intuisco che tutti questi argomenti non interessino Tarquini che conclude il suo articolo scrivendo: “Tra militanti e fiancheggiatori della Npd neonazista ci sono anche nostalgici della dittatura stalinista, la Ddr. Rimpiangono, gli uni e gli altri, regimi che avevano chiuso la società nella sicurezza da gabbia dorata di una prigione, e dimenticano o fingono di dimenticare i milioni e milioni di vittime del terrore. Di cui, pure, i bambini apprendono a scuola in Germania fin dalle elementari.”
Premesso che ho qualche dubbio sul fatto che nostalgici della DDR militino insieme ai neonazisti, e nel caso comunque non sono nostalgici, ma sbandati che andrebbero affidati ai servizi sociali per un recupero quanto mai urgente, mi chiedo ancora una volta, ma è possibile identificare nazismo e DDR con tanta faciloneria e superficialità? Mi sembra che si rasenti l’incomprensibile.
Aggiungo inoltre che dovremmo invece preoccuparci e molto per questi ventenni tedeschi che aderiscono al neonazismo e che sono nati e vissuti nella nuova Germania unificata, in quella che secondo l’articolista dovrebbe essere l’esempio della libertà, perché nella loro riprovevole scelta di aderire ad un pensiero di sterminio e di violenza come il nazismo, muovono probabilmente, oltre che da ignoranza, da una paura consapevole della crisi del sistema occidentale e vi si ribellano nella maniera più ignobile, riconoscendosi e praticando la violenza neonazista.
Sbandierare tuttavia il mito occidentale e dell’occidente democratico, mentre il nostro sistema si fa sempre più esile, fragile, precario, senza casa e senza lavoro, rischia di essere un atteggiamento stridente con il presente e poco credibile rispetto al passato. Una lettura iper - ideologica degli anni che ci hanno preceduto, come quella fornita da Tarquini, non aiuta certo, anzi se può soddisfare forse i lettori di quel quotidiano, apre margini di ulteriore incomprensione con le giovani generazioni, quale che sia la loro formazione e il loro pensiero. Sconforto e preoccupazione sono grandi.
Solo di un fatto siamo certi, noi come Centro Studi, promuoviamo appunto lo studio, la ricerca e la conoscenza della storia attraverso le nostre attività e le nostre pubblicazioni.
È certamente poco, ma è lo sforzo che sentiamo di poter fare per costruire un domani più giusto, più eguale, più equo, per quanto possibile migliore. Probabilmente continuiamo ad essere sinceramente internazionalisti, proprio nel solco del pensiero di Anna Seghers, donna di cultura della DDR, dopo che i suoi libri i nazisti li avevano bruciati costringendola all’esilio.
Con buona pace dell’articolista, come già Anna Seghers, reputiamo tutte le donne e gli uomini della terra meritevoli di una vita dignitosa, fondata sul rispetto della dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo.

 

Davide Rossi, direttore del Centro Studi “Anna Seghers”

24 novembre ’07

Add comment 27 Novembre 2007

Si apre l’anno seghersiano 2007-2008: nuove pubblicazioni, viaggi e convegni!

Lunedì 19 novembre ’07, nell’anniversario della nascita (1900) di Anna Seghers si apre l’ “anno seghersiano”, che si protrarrà sino al novembre 2008 e avrà il suo momento più importante a Berlino domenica 1° giugno 2008, 25° anniversario della sua scomparsa (1983).
Il Centro Studi Anna Seghers (www.annaseghers.it), è impegnato, come sempre, in più direzioni.
Stiamo infatti preparando la prima edizione italiana del resoconto del viaggio in Cina realizzato dalla scrittrice nel 1951, nel solco dei suoi studi sinologici e del suo impegno nel movimento mondiale per la pace.

(more…)

Add comment 15 Novembre 2007

Umberto Saba: 25 agosto 1957 – 2007

Nel 50° anniversario della scomparsa del grande poeta italiano Umberto Saba il Centro Studi “Anna Seghers” promuove a Trieste - nella giornata del 25 agosto - un momento di memoria presso la libreria Umberto Saba di via San Nicolò 30 alle ore 10.00.

Parteciperanno:
Davide Rossi, direttore Centro Studi “Anna Seghers”
Mario Cerne, proprietario della libreria antiquaria “Umberto Saba”
Emilio Sabatino, vicedirettore del mensile aurorarivista.it

nell’occasione verrà presentato il saggio curato dal Centro Studi ed editato in collaborazione con ALEA Edizioni di Milano dal titolo: Trieste nella poesia di Umberto Saba con interventi di Rossi, Cerne, Sabatino, Emanuele Scotti e Stefano Fregonese.

(more…)

Add comment 20 Agosto 2007

Il cuore nei giorni di Genova

Il centro studi “Anna Seghers” saluta l’uscita del libro del nostro direttore dedicato agli avvenimenti di Genova del 2001. Un centro studi di lotta e di cultura come il nostro, che ritiene fondamentale l’impegno per un domani migliore coniugandolo con un’opera di memoria storica, è felice che la battaglia per un mondo giusto e fondato sulla libertà e l’uguaglianza possa promuovere una pubblicazione che con sentimento attraversa quei giorni drammatici e al contempo indimenticabili. Scrive nelle conclusioni Davide Rossi: “Anche domani saremo ancora in marcia e in manifestazione, perché il desiderio di pace, di giustizia, di uguaglianza continua a bruciarci dentro e il nostro cuore, ogni volta che torniamo a camminare per le vie della terra, con le nostre bandiere e i nostri canti, insieme, donne e uomini, ragazze e ragazzi, corre, sempre, almeno per un attimo, ai giorni di Genova”.
Vittorio Agnoletto che lo ringrazia per sua testimonianza scrive nell’introduzione: “Non poteva trovare un momento più adatto Davide Rossi per pubblicare le sue “memorie”. Dopo sei anni da quelle drammatiche giornate del luglio genovese un poliziotto, all’epoca vicequestore, ammette per la prima volta il massacro della Diaz.”
Haidi Gaggio Giuliani, nella premessa afferma: “Quando ero maestra cercavo di trasmettere ai miei meravigliosi bambini e bambine la curiosità per i libri, la bellezza di una buona lettura; ma cercavo anche di far comprendere loro che non basta saper leggere, che occorre capire: se non hai gli strumenti, non puoi capire; se non capisci, non puoi scegliere, non sei una persona libera, chiunque può decidere al posto tuo. Il racconto di Davide può aiutare, ancora, a capire. È questo il mio augurio.”
Un libro per ricordare e per capire, nel solco dei sentimenti, con Il cuore nei giorni di Genova. Il libro può essere richiesto al nostro centro studi inviando una mail ad annaseghers@libero.it

Add comment 14 Luglio 2007

Previous Posts