Anna Seghers a Rionero in Vulture
di
Davide Rossi
Rionero in Vulture, tra meravigliose colline lucane, non lontana dalla Melfi federiciana, è terra dell’italiano Giustino Fortunato, che ha provato a costruire un sentimento solidale tra nord e sud, così come del brigante Carmine Crocco, esempio, come spiegano i libri di Pino Aprile, di una persona che ha difeso, come gli altri briganti, i suoi concittadini dalla vergognosa aggressione del nord, il quale, con l’unità d’Italia, ha imposto tasse, fame, ridimensionamento o chiusura delle fabbriche esistenti al sud, allora più numerose e sviluppate di quelle del nord, a vantaggio delle attività produttive settentrionali, e ancora leva obbligatoria e violenze contro gli oppositori, praticate dai soldati lombardi e piemontesi del regio esercito incendiando paesi, deportando, stuprando. Non molto diversamente nel secondo dopoguerra, braccia del sud hanno fatto funzionare le fabbriche del nord e i governi democristiani hanno mandato migliaia di emigranti a morire nelle miniere belghe ed europee, cittadini del sud, uomini che con la vita, il sangue e il sudore hanno garantito al nord il carbone per far ripartire le industrie e permettere lo sviluppo economico degli anni ’60.
A Rionero si arriva oggi attraversando per lunghe ore la Puglia e la Basilicata in treno, partendo da Bari, perché i presidenti del consiglio nati al nord e i loro alleati, anche in anni recenti, si sono dimostrati abilissimi a insultare il sud, ma le infrastrutture non le hanno mai costruite, così l’aeroporto più vicino a Rionero, su cui ci sia un volo da Milano, è quello di Bari e intanto qualche razzista del nord può continuare a dire che il sud non funziona “per colpa sua”.
Al liceo scientifico, grazie alla collaborazione dell’amico Armando Lostaglio, infaticabile cinefilo e promotore di esperienze culturali in una terra che ama, la sua, e che non sempre gli riconosce l’entusiastica dedizione che lo anima, mi aspetta la professoressa Anna Rosa, di sentimenti progressisti e di disponibilità grande e generosa, la quale ha accettato di assumersi la responsabilità del progetto di laboratorio teatrale a cui hanno aderito dieci sue studentesse e che sono chiamato a realizzare. Con loro iniziamo a vivere insieme, ora dopo ora, minuto dopo minuto, per quattro giorni, mangiando quando capita qualche panino e pezzi di pizza coi pomodori, buonissimi, anche se continuo a non ricordarmi come si dicano in dialetto, sebbene le ragazze me lo abbiano ripetuto più volte. Stiamo insieme dalla mattina fino a quando i collaboratori scolastici non ci fanno capire che è ora di chiudere il portone.
È un’esperienza difficile da raccontare, anche per me, a cui di solito non mancano le parole. L’intensità delle emozioni, la carica di umanità che ci regaliamo, è il segno che la libertà creativa, educativa, relazionale, genera sempre un sentimento grande, che apre il cuore, permette reciprocamente di capirsi, di conoscere, di imparare.
Il mio compito è quello di realizzare un laboratorio teatrale dedicato ad una grande donna del Novecento, Anna Seghers, scrittrice e rivoluzionaria. Come il solito non so quale sarà il risultato. Anche perché il vero risultato è sempre il percorso, il cammino che si fa insieme, in questo caso le ragazze ed io. Sono felice di lavorare con loro. Anna Seghers ne sarebbe entusiasta, lei che si è sempre battuta perché fossero riconosciuti spazi di espressione e di partecipazione delle donne.
Metto loro in mano molte fotocopie di opere di Anna, qualche testo lo leggiamo insieme, gli altri le invito a leggerli a casa, a scoprire la bellezza dei suoi pensieri, da quelli a me più cari: “qualcosa di nuovo, di forte, di selvaggio, senza gioia non si può vivere”, “non sempre è facile ma ciascuno di noi è chiamato a rispettare i sogni della sua giovinezza”, a quelli che riscopro perché piacciono loro: “Dalla realtà scaturiscono i sogni e i sogni si radicano dentro i cuori”, scelto da Terry, che diventerà il titolo del nostro spettacolo, di cui lei, con la sua determinazione focosa e gentile, sarà autrice del montaggio delle immagini e delle animazioni, a quelli sul tempo voluti da Paola: ”Si è abituati fin da piccoli ad aver ragione del tempo invece di arrendersi ad esso con umiltà” e “Avvertivo adesso uno scorrere smisurato del tempo che come l’aria non si poteva trattenere”. Paola porta due trecce lunghe proprio come Anna da giovane, anche se non trovo la fotografia che le rende tanto uguali su internet, mentre ne cerco molte, per proiettarle durante lo spettacolo. Paola ha un desiderio di scoprire e di conoscere il mondo che subito mi conquista e una voglia di essere parte dell’umanità che mi piace leggere nei suoi occhi, grandi, sinceri e profondi.
C’è Teresa che alla fine trova in sé il coraggio che merita e tira fuori una voce forte e chiara, senza leggere correndo, c’è Michela, sempre presente, anche se poi non può esserci domenica mattina quando andremo in scena e sabato, quando ci saluta, è tutta triste. C’è Serena, che davvero è serena e tranquilla e sorride sempre allegra e sorniona.
Ci sono Monica e Cristina che vincono la timidezza con una grinta sincera e inaspettata, anche se con una grande differenza, a Monica la paura passa cinque minuti dopo, a Cristina cinque minuti prima, Monica vorrebbe fare tante cose e si agita, Cristina vorrebbe fare tante cose, ma pensa che forse può aspettare ancora un po’. C’è Antonietta che si muove con gesti delicati e Carmen, che si sente bruciare dentro un grande desiderio di giustizia e di uguaglianza. vuole leggere a tutti i costi una frase di Che Guevara, anche se pensa che suo padre magari un po’ si agiterà e a me viene, inesorabilmente, quando la sento, di alzare il pugno.
C’ è Alessia che s’impone e decide che le mie parole, scritte a conclusione della biografia di Anna, devono chiudere lo spettacolo, perché Alessia, dietro l’aria serafica, dietro gli occhiali seriosi, nasconde una volontà decisa e risoluta, vuole leggere di una vita impegnata dentro “un disordine bello e variopinto”, perché anche lei, come Anna, si sente sinceramente antifascista.
Ci incamminiamo così dentro le pagine che raccontano l’avvento del nazismo e di chi ha cercato di contrastarlo, conosciamo la fermezza e la libertà degli oppositori, come le donne del campo di concentramento di Ravensbruck “che hanno esposto i loro corpi esili e fragili per difendere noi”. Passano le ore e realizziamo un sogno di Anna, “respiriamo alla luce delle parole”. Anche perché le ragazze accettano il mio invito a dire quello che vogliono, a fare quello che vogliono, a vivere quest’esperienza come una possibilità per esprimersi senza vincoli, senza restrizioni, senza regole, nella più totale e assoluta libertà.
La domenica mattina, sfidando il soffio freddo del vento invernale di oltre metà dicembre e un cielo gonfio di nubi grigie, andiamo in scena, con emozione, con un risultato straordinario per capacità comunicative, toccante per i presenti, a partire dal dirigente scolastico, la professoressa Cervellino, eppure le ragazze hanno recitato per la prima volta nella loro vita.
Dopo lo spettacolo chiedo a ciascuna di loro almeno un aggettivo per raccontare questa esperienza, questo laboratorio teatrale nel quale hanno dato prova pregevolissima ed entusiasmante di loro stesse e della loro libertà. Mi regalano aggettivi che mi fanno tremare dalla gioia: incoraggiante, inaspettato, spontaneo, divertente, sorprendente, coinvolgente, educativo, travolgente, entusiasmante. C’è anche chi a ragione sottolinea: “al femminile”, perché sono soltanto le ragazze ad aver voluto gettare il cuore oltre l’ostacolo, ad essersi lanciate in questa avventura.
Emozionato, guardo fuori dalla finestra e capisco, loro e i loro sorrisi sono un regalo, un regalo di Natale con qualche giorno d’anticipo, ma neanche troppo, perché sulla cittadina del Vulture sta fioccando, bianca e lieve, la neve.
Rionero in Vulture – Milano, 14/18 dicembre ’11
Memorie del Sottosviluppo di E. Desnoes
mercoledì 21 dicembre ’11
ore 17.00
presso la sede di via B. Cacciatori 12
presentazione del romanzo cubano
Memorie del Sottosviluppo
di
Edmundo Desnoes
il direttore del
Centro Studi
Davide Rossi
curatore
e traduttore del libro
Il direttore del Centro Studi Davide Rossi insieme ad Hamid Massoumi Nejad, grande giornalista e corrispondente da molti anni della radio e televisione iraniana in Italia, il quale ha garantito che in una delle sue prossime visite a Milano sarà volentieri ospite del Centro Studi per un dibattito sul Medioriente, sull’Iran e sulla straordinaria Rivoluzione di cui il popolo è stato protagonista nel 1979 e a cui il giornalista ha partecipato come giovane rivoluzionario.
Ciao Christa
Il Centro Studi apprende con dolore la notizia della scomparsa della scrittrice Christa Wolf, la quale sempre ha avuto al suo fianco, nella difesa di una produzione letteraria molto personale, a volte problematicamente complessa oltre i sentimenti più immediatamente riconducibili alla letteratura socialista, la presidentessa degli scrittori della DDR Anna Seghers.
1° dicembre ’11
per il direttivo del Centro Studi
“Anna Seghers”
il Direttore
Davide Rossi
“Viareggio 1920” di Andrea Genovali
mercoledì 9 novembre 2011
alle ore 17.00, presso la sede del Centro Studi
verrà presentato il libro,
alla presenza dell’autore.
È un libro appassionante e appassionato quello scritto da Andrea Genovali, merita di conquistare nuovi lettori per il suo incedere impetuoso, pagina dopo pagina. È la storia di una città di marinai che insorge, con appena alle spalle la prima guerra mondiale, per provare a riscattare sofferenze, “dolori e fatiche di generazioni senza nome”. È un romanzo storico in cui la narrazione della rivoluzione, iniziata dai viareggini il 2 maggio 1920, dopo l’uccisione del guardialinee locale durante il derby coi ricchi della Lucchese, incrocia gli scioperi cittadini contro il rincaro dei prezzi, l’amore tra due ragazzi, il calcio, con l’anticipo di un ventennio dell’invenzione del libero, libertà che l’autore si prende a giusto omaggio del gioco all’italiana, quel meraviglioso catenaccio che insegna prima a non prenderle e che forse, negli impolverati campi di provincia, è nato ancor prima che Rappan con la nazionale della Svizzera ai mondiali del 1938, Rocco alla Triestina e Viani alla Salernitana poco dopo, ne facessero un’arte. Lo stato sabaudo ovviamente stronca il popolo che chiede libertà, ma il ricordo della rossa bandiera e degli ideali che rappresenta perdureranno, anche durante la lunga stagione della barbarie fascista, per rinascere, più vigorosi che mai, anche se il libro non lo racconta, ma lo lascia semplicemente intuire, nella Resistenza e nella Repubblica democratica fondata sul lavoro. Le vicende scorrono nei giorni conclusivi di quello che è passato alla storia come il “biennio rosso” e proprio i giorni del primo maggio vedranno accendersi movimenti di lotta dei lavoratori nelle più grandi città, da Genova a Milano, da Napoli a Torino, quest’ultime città in cui la repressione è stata particolarmente violenta. Proprio un telegramma di solidarietà con i viareggini chiude il libro, inviato dai giovani redattori e fondatori dell’Ordine Nuovo nel ’19 e dell’Unità nel ‘24, Antonio Gramsci e Palmiro Togliatti, nato a Genova da famiglia piemontese, ma reso sardo, come Gramsci, dall’impeto dell’emozione da parte di uno dei sindacalisti che legge il telegramma ricevuto dai due futuri segretari del partito comunista, e successori del primo, Amedeo Bordiga.
Il romanzo riporta alla mente Pajetta, il quale si lamentava con Togliatti di come pochi fossero i romanzi sulla vita dei lavoratori, nonostante i molti intellettuali legati al partito, tutti però conquistati dalle avanguardie più o meno esistenzialiste dell’Occidente in quel secondo dopoguerra. Quello di Genovali è un romanzo operaio come lo intendeva Pajetta, non parla dei lavoratori precari e interinali di oggi, ma con una pagina di storia rimette al centro il tema del lavoro nella letteratura. Con un termine che andrebbe rivalutato, si potrebbe definire una riuscita opera di realismo socialista, che non era, come sostengono i detrattori, l’idillio tra un trattore e una colcosiana, ma, come affermava Bertolt Brecht, la riproduzione della convivenza umana attraverso i mezzi dell’arte, secondo un punto di vista socialista. Per altro nella concreta narrazione della sconfitta dei lavoratori, attenendosi con puntualità ai fatti storicamente accaduti, Genovali si avvicina alla scrittura di Anna Seghers, che ad esempio ne “La rivolta dei pescatori di Santa Barbara” narra le vicende di uomini di mare, anche loro sconfitti, eppure consapevoli che un nuovo e più fortunato tempo sarebbe giunto.
Non mancano qua e là alcuni refusi, che saranno senza dubbio corretti in vista della seconda edizione del romanzo, sono in ogni caso perdonabili, perché figli dell’urgenza di scrivere, di comunicare, la qualità sicuramente più ammirevole dell’autore.
Davide Rossi
La Cina è vicina
sabato 1 ottobre 2011
presso il Centro Studi
in occasione del
62° anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese
dalle
ore 18.00 alle ore 19.30
presentazione del libro
“In Cina”
resoconto per immagini ed emozioni svolto dalla scrittrice tedesca nel 1951
sarà l’occasione per discutere insieme della Cina e del suo ruolo nel presente quadro internazionale
relatore
Davide Rossi
Un libro fotografico per sostenere il Centro Studi
L’Avana e il Malecon
immagini ed emozioni
Il direttore del Centro Studi Davide Rossi ha dato alle stampe il libro “L’Avana e il Malecon”. Questo libro fotografico – editato a colori e in formato pregevole, in poche e limitate copie – racconta Cuba, l’Avana e il Malecon attraverso immagini e pensieri. Ha come obiettivo quello di regalare emozioni e nel contempo raccogliere fondi per il funzionamento del Centro Studi “Anna Seghers” di Milano, il quale vive di autofinanziamento, attraverso i contributi di quanti ne apprezzano il lavoro a sostegno di una cultura libera, partecipata e plurale.
Chiunque sia interessato ad averne una copia è pregato di segnalarlo ad
annaseghers@libero.it
il costo del volume è di euro 100 o di franchi svizzeri 110.
Chi intenda riceverlo per posta può procedere con un versamento sul conto del Centro Studi, aggiungendo euro 10 per la spedizione e provvedendo ad inoltrare per mail la ricevuta del versamento. Laddove possibile si procederà con la consegna a mano.
conto corrente del Centro Studi:
BANK OF CHINA
VIA SANTA MARGHERITA 14/16
20121 MILANO
CUSTOMER ID: 405805
SWIFT BIC: BKCHITMMXXX
IBAN IT12Z0309301600405805020008
(intestatario: Davide Rossi)
specificando nella causale: libro sostegno Centro Studi “ANNA SEGHERS”
Milano, 21 luglio 2011
Il direttivo del Centro Studi
Hans Richter, Anna Seghers e Milano
Viene spesso chiesto al Centro Studi se esista una relazione tra Anna Seghers e la città di Milano e se la scrittrice abbia visitato la città che oggi ospita il Centro Studi. In entrambi i casi possiamo rispondere affermativamente. Sul finire degli anni ’20, probabilmente il ’28 o il ’29, la scrittrice è stata a Milano, ammirando certamente il Duomo, il Castello, il Cenacolo. Da Milano ha proseguito per Verona e Venezia. Si trovava al seguito del regista cinematografico tedesco e suo amico Hans Richter, anche pittore, uno dei massimi sperimentatori di percorsi originali di estetica cinematografica. Agli inizi astrattista , inventa lo spazio figurativo in movimento, celebri i suoi rotoli dipinti in stile cinese, una realizzazione che deve aver molto toccato Anna Seghers, non solo per i suoi studi in storia dell’arte, ma in particolare in sinologia. Nel cinema degli anni ’20 Richter sperimenta la composizione di oggetti in movimento attraverso i film intitolati “Rythm 21” del 1921, “Rythm 23” del 1923, “Rythm 25” del 1925, a cui segue “ Filmstudie” del 1926, del ’28 è il film d’impegno sociale “Inflation” e quello satirico “Vormittagsspuk” (Fantasmi del mattino) del 1928. La ricerca artistica e la passione per la psicoanalisi non impediscono al regista di scegliere una vita militante, subito dopo la prima guerra mondiale nella Repubblica dei Consigli bavarese, la stessa a cui partecipa Bertolt Brecht, quindi nel movimento comunista internazionale e nella KPD, il partito comunista tedesco, quello di cui era parte Anna Seghers. Richter in Italia fa alcune riprese, entra in contatto con l’industria cinematografica italiana e milanese in particolare, immagina probabilmente un film che tuttavia non avrà seguito. È in ogni caso l’occasione per Anna Seghers per visitare l’Italia, paese in cui, a quanto sembra, le vicende storico-politiche degli anni seguenti non le permetteranno di tornare più, al di là della sua volontà.
Genova 2001 – 2011 è x noi!
Dieci anni. Chi è stato a Genova nei giorni del NoG8 2001, quando pacificamente gridavamo che loro erano otto persone e noi sei miliardi di essere umani, oggi sette, e per risposta venivamo aggrediti, non dimentica.
Genova è x noi, ma Genova soprattutto è dentro di noi, paura, rabbia, il sangue, la sete, il desiderio di acqua introvabile sotto una cappa di caldo peggiorato da oggetti bruciati, lacrimogeni, gas CS, vietati, eppure utilizzati, e pure pallottole, come quella che mi è volata, fortunatamente venti centimetri sopra la testa in via Tolemaide. Una città tutta chiusa dove una bottiglietta d’acqua o un rubinetto erano introvabili. Ma Genova è anche la solidarietà, il sorriso negli occhi di chi ti era vicino allora e sai che lo è anche oggi, dieci anni dopo. Le suore di bianco vestite, le donne in nero, i monaci buddisti, gli immigrati africani, gli studenti e i lavoratori italiani ed europei. Genova è un pezzo della strada compiuta da chi crede in un mondo giusto. libero, eguale.
Da dieci anni sono presente in piazza Carlo Giuliani nel pomeriggio del 20 luglio, per ricordarlo. Per ricordare. Anche quest’anno e insieme a me i ragazzi del SISA.
Genova è memoria e ricordo, è il seme del cammino che stiamo ancora camminando.
10 luglio ’11
Davide Rossi
Direttore Centro Studi “Anna Seghers”
Iniziative:
Centro Studi “Anna Seghers”
via Benedetto Cacciatori 12 Milano
lunedì 18 luglio, ore 17.30 – presentazione del libro:
“Col cuore nei giorni di Genova” di Davide Rossi
mercoledì 20 luglio ’11
ore 11.00 ritrovo in stazione Centrale Milano
ore 11.10 partenza per Genova e partecipazione al ricordo di Carlo Giuliani
rientro in serata
Pierre Radvanyi a Milano per l’apertura del Centro Studi “Anna Seghers”
La presenza di Pierre Radvanyi a Milano per l’apertura del Centro Studi dedicato alla sua mamma, Anna Seghers, nei primi giorni di giungo del 2011 ci ha permesso di approfondire con lui svariati temi relativi all’attività politica e letteraria della grande scrittrice. In merito al romanzo “I morti restano giovani” scritto sul finire della guerra e proseguito nel 1946 ancora nell’esilio di Città del Messico, editato ora a cura del Centro Studi grazie alla collaborazione della casa editrice Mimesis, Pierre ci ha offerto alcuni spunti interessanti. Prima di tutto riguardo al fatto che Anna Seghers, non avendo vissuto a Berlino i giorni dell’inverno 1918 e i mesi infuocati del 1919, ha raccolto svariate testimonianze di quella stagione tra chi è stato protagonista in città del progetto spartachista, capeggiato da Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, in particolare Magda Stern, di qualche anno più grande di Anna, dattilografa nell’esilio messicano e resasi disponibile a digitare il romanzo. Ne è nata così una collaborazione tra la scrittrice e l’amica dattilografa, con un concorso di ricordi e di emozioni della seconda che hanno arricchito e migliorato la creatività della prima. Magda Stern, rientrata più o meno negli stessi mesi di Anna a Berlino nel 1947 si offrirà come dattilografa anche delle ultime pagine del romanzo, le più struggenti, quelle di cui la scrittrice aveva chiaro lo svolgimento a grandi linee e nello sviluppo particolare dell’intreccio riguardo ai protagonisti, ma che ha voluto calare con più precisione dentro i giorni di quella che è passata alla storia come la “battaglia per Berlino”.
Interrogarsi per tornare all’azione, superando l’inganno della “democrazia dell’alternanza”
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento del filosofo Giancarlo Pizzi, il quale, partendo dalle contraddizioni della democrazia moderna, ci offre un quadro di analisi interessante, con la volontà di aprire un dibattito di cui ci auguriamo il nostro centro studi sarà parte.
Continua a leggere 25 settembre 2008 at 9:52 am Lascia un commento
La scuola italiana è una scuola da rottamare?
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo importante intervento a difesa della scuola italiana, oggetto di un pesante attacco devastatore da parte del governo attualmente in carica
Continua a leggere 25 settembre 2008 at 10:01 am Lascia un commento
insieme alla scuola e all’università che lottano per il futuro di tutti
Il direttivo del Centro Studi, consapevole della grave aggressione mossa alla scuola pubblica e all’università dall’attuale ministro Gelmini, promotrice di un progetto dequalificatore volto alla mercificazione dei saperi e colpire la scuola pubblica, si dichiara parte integrante del movimento di lotta che in ogni scuola, in ogni piazza, sta crescendo in Italia, offrendo il proprio sostegno a tutte le iniziative di lotta che saranno intraprese. Il direttivo sarà presente a Milano il 17 ottobre per la manifestazione nazionale promosso dal sindacalismo di base, alle ore 10 in largo Cairoli, al fianco del SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, di cui alleghiamo il manifesto.
Anna Seghers: “Respirare alla luce delle parole”
È Anna Seghers che indica, anche ai giovani e ai docenti italiani, come in passato a quelli della sua nazione antifascista, la strada da seguire e intraprendere. Il direttivo del centro studi partecipa alla giornata del 30 ottobre 2008, alle manifestazioni, alle lotte, alle occupazioni, alle autogestioni, rendendosi disponibile per interventi e azioni di solidarietà.
L’augurio è che questo movimento di civiltà prosegua sino all’abolizione del pacchetto Gelmini, perché la scuola e l’università, come ha affermato Anna Seghers nel 1978, devono respirare, come la letteratura, alla luce della libertà.
Il direttivo
In lotta dentro l’Onda per la scuola e la democrazia
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
In lotta dentro l’Onda per la scuola e la democrazia
di
Giovanni Orsenigo*
In questo periodo docenti, studenti e personali ATA sono scesi e stanno scendendo in piazza per protestare contro il decreto Gelmini e l’ultima finanziaria. Perfino Fini, esponente del partito della maggioranza, ora presidente della camera dei deputati, ha rimproverato a questo governo l’utilizzo spregiudicato dei decreti legge al fine di evitare un confronto serrato in parlamento. Gli studenti sono scesi in piazza, hanno occupato scuole.
Dall’anno seghersiano un impegno per continuare, a partire da due pubblicazioni
Si è chiuso il 19 novembre ’08 l’anno seghersiano. È stata una grande occasione per discutere, riflettere, diffondere, per quanto possibile, la conoscenza di una grande scrittrice, le ragioni di una vita di scelte letterale e politiche chiare, nel solco dell’uguaglianza, del rispetto e dell’amore per la libertà.
Tanti studenti, delle superiori e dell’università, si sono avvicinati ad Anna, ne hanno conosciuto la vita, ne hanno tratto ispirazione per le loro tesi di laurea.
È un percorso che per altro si propaga verso il nuovo anno. Infatti grazie alla preziosa collaborazione realizzata con la casa editrice Mimesis stanno per vedere la luce due opere della scrittrice.
“I morti restano giovani”, in collaboriamone con l’associazione “Quadrifoglio tedesco”, certamente il suo romanzo più appassionante, più forte, questo straordinario percorso dentro la storia della Germania dagli ultimi spari del primo conflitto mondiale, agli ultimi del secondo. La storia di un popolo attraverso i volti, le parole, i gesti, le azioni, i sentimenti di un largo numero di personaggi e di famiglie che incrociano, gli uni gli altri, le loro vite e i loro destini.
Quindi il diario del viaggio in Cina compiuto da Anna Seghers nel 1951, corredato da un importante numero di fotografie del viaggio stesso. Un libro importante, che ci racconta di un impegno, di una militanza, di una solidarietà, che travalicano il concetto occidentale di scrittore, spesso ripiegato esistenzialmente su se stesso, per abbracciare invece il senso di una lotta, di un movimento di emancipazione dei poveri e degli sfruttati che ha segnato, certo pur tra contraddizioni ed errori, la storia del Novecento, il secolo in cui Anna vissuto e ha cercato di essere, a suo modo, protagonista.
Questo anno XXV° dalla scomparsa di Anna Seghers, che ha avuto i suoi momenti più toccanti nella commemorazione a Berlino il primo giugno, è stato quindi una grande occasione per rendere giustizia e visibilità al suo pensiero, di donna, di militante, di scrittrice.
Come Centro Studi italiano a lei dedicato siamo fieri ed orgogliosi di aver dato il nostro piccolo, ma determinato e significativo, contributo.
Riprendiamo quindi il lavoro con la convinzione che oggi più che mai l’opera di Anna debba essere promossa, diffusa, fatta conoscere, perché le ragioni dell’impegno di tutta la sua vita restano le ragioni ideali della nostra azione nel presente e per il futuro.
Davide Rossi
Direttore Centro Studi Anna Seghers
Non ci appartengono i muri, accettiamo la complessità della storia di Davide Rossi
Il direttore del nostro centro studi ha scritto una ampia lettera a gennaio a Liberazione in cui riflette in merito al dibattito sollevato dalla assunzione della caduta del muro di Berlino del 1989 come simbolo della tessera giovanile del PRC. Poiché il 2009 vedrà un rincorrersi di presunte memorie e varie apologie, tese principalmente ad offrire una visione colpevolizzante della storia della DDR, nel pubblichiamo il testo integrale che per altro non ha trovato spazio sulle pagine del quotidiano. Siamo convinti – come direttivo – che quanto si leggerà nei prossimi mesi ci obbligherà a tornare sul tema. Un impegno a cui non ci sottraiamo convinti che le ragioni di un confronto storicamente documentato e serio siano superiori al gretto ideologismo funzionale alla cronaca dozzinale di certa stampa e agli interessi di una politica miope, che preferisce strumentalizzare il passato piuttosto che dare risposte per il presente e il futuro.
Continua a leggere 2 giugno 2009 at 2:46 pm Lascia un commento
Il Centro Studi a Berlino 11 gennaio ’09 ore 10 manifestazione a Berlino a partire da Frankfurter Tor
Il Centro Studi a Berlino
Domenica 11 gennaio ’09
ore 10 manifestazione a Berlino a partire da Frankfurter Tor
Una delegazione del Centro Studi guidata segretari Davide Rossi ed Emilio Sabatino sarà a Berlino sabato 10 e domenica 11 gennaio ’09 e parteciperà domenica alla manifestazione per ricordare il 90° della morte per mano violenta di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, tragicamente avvenuto il 15 gennaio 1919. I due rivoluzionari rappresentano un esempio per un’azione capace di cambiamento, improntata alla pace, volta a superare ogni forma di prevaricazione, di sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Il direttore Davide Rossi ha per l’occasione scritto una riflessione: “Mentre il cielo riluce d’azzurro – Während der Himmel blau schimmert”, di cui riportiamo l’apertura che riprende le parole scritte da Anna Seghers, nel terzo capitolo del suo romanzo più bello, più intenso e più appassionante: “I morti restano giovani”.
“Gli parve incredibile che soltanto a gennaio avessero ucciso quell’uomo e quella donna che mettevano sottosopra la città … solo ora avevano pescato la donna dal canale in cui era rimasta dall’assassinio in poi. … pochi avevano seguito i funerali di Liebknecht, troppo imponenti erano stati lo spiegamento di forze di polizia, la sfilata delle associazioni militari, i randelli, gli arresti, gli sputi e i fischi sulla via del cimitero. Questa volta l’acqua della Landwehr, che aveva nascosto a lungo l’uccisa, permise di riparare a quel misero funerale. … per le scale sentì dire che quel giorno c’erano i funerali di Rosa … Gli chiesero perché seguiva quel funerale. ‘… sono di qua da più tempo di voi’. Egli stesso non sapeva esattamente che cosa intendesse con ‘di qua’: il popolo, la classe operaia o la vita vissuta.”
in movimento, a partire dalla “Giornata della Memoria”
Il Centro Studi ha partecipato a Berlino a giornate intense di memoria, nel solco di Rosa, di Karl, di tutte e tutti coloro che hanno lottato, donne e uomini, per un futuro di pace, di uguaglianza e di giustizia. Molti fiori rossi, più forti del freddo e della neve, tante bandiere e un intenso pensiero per la Palestina.
Continua a leggere 20 gennaio 2009 at 10:13 pm Lascia un commento
Le elezioni israeliane accrescono le preoccupazioni per il Medio Oriente
Le elezioni israeliane accrescono le preoccupazioni per il Medio Oriente
di Davide Rossi
Continua a leggere 18 febbraio 2009 at 12:03 am Lascia un commento
Verso il libro dedicato a Patrice Lumumba
Il direttore del Centro Studi Davide Rossi nel corso dei suo viaggio in Africa, ospite del sindacato RAS, Rinnovamento dell’Azione Sindacale, nel quadro del progetto relativo alla scrittura della biografia dedicata a Patrice Lumumba, la prima in lingua italiana, ha incontrato, presso la casa abitata dal primo capo di governo del Congo indipendente a Kinshasa il presidente della fondazione dedicata al grande protagonista del Congo Democratico, Roland Lumumba.
Davide Rossi a Magonza
Ospite il 21 e 22 marzo ’09 di Christina Schreiber, membro autorevole del Centro Studi Seghers in Germania, Davide Rossi, per la prima volta a Magonza, città natale della scrittrice, ha rinnovato il legame di amicizia e di collaborazione tra i due centri. Accolto dal centro italiano l’invito alla partecipazione alle prossime iniziative del centro tedesco, previste nel novembre 2009 a Magonza e nel novembre 2010 a Parigi. Programmati anche un incontro di Davide Rossi con gli studenti magontini e una migliore informazione delle attività italiane presso il centro tedesco.
Per il direttore del centro è stata l’occasione di muoversi con emozione tra i luoghi e le strade che hanno visto la giovane Anna nascere, crescere e studiare fino al termine delle superiori. Imponente il duomo di San Martino del cui patrimonio il padre di Anna Seghers è stato amministratore, conducendo spesso con sé la figlia, affascinata dai chiaroscuri delle vetrate, dagli incensi e dalle candele.
Molti gli incontri con membri, iscritti e simpatizzanti del centro, come Kathrin, che porta nella leggerezza del suo sguardo l’intensità e la consapevolezza di un impegno che coniuga l’azione culturale con quella sociale e ambientalista.
Davide Rossi in Mainz
Zu Gast am 21. und 22. März 09 bei Christina Schreiber, einem angesehenen Mitglied der Anna Seghers Gesellschaft in Deutschland, ist Davide Rossi zum ersten Mal in Mainz, der Geburtsstadt der Schriftstellerin, und hat die freundschaftliche Beziehung und die Zusammenarbeit der beiden Zentren erneuert. Angenommen wurde von dem italienischen Zentrum die Einladung, an den nächsten Tagungen der deutschen Gesellschaft teilzunehmen, vorgesehen im November 2009 in Mainz und im November 2010 in Paris. Geplant sind auch eine Begegnung mit Davide Rossi und Mainzer Schülerinnen und Schülern und eine bessere Information der deutschen Gesellschaft über die italienischen Aktivitäten.
Für den Leiter des italienischen Zentrums gab es die Gelegenheit, sich voller Gefühle durch die Orte und die Straßen zu bewegen, die die junge Anna Seghers von Geburt an gesehen haben, heranwachsend und lernend bis zum höheren Schulabschluss. Eindrucksvoll der Dom St. Martin, dessen Schätze der Vater von Anna Seghers verwaltet hat, häufig begleitet von seiner Tochter, die vom Helldunkel der Fenster, vom Weihrauch und den Kerzen fasziniert war.
Es gab Begegnungen mit Mitgliedern und Freunden der Anna Seghers Gesellschaft, zum Beispiel mit Kathrin, die in der Leichtigkeit ihres Blicks die Intensität und das Bewusstsein für eine Verpflichtung mitbringt, in der die kulturelle Handlung mit der sozialen und ökologischen verbunden wird.
Scheda per le provinciali? No, grazie!
Da anni tutti i politici ci dicono che le province devono essere abolite e poi, di anno in anno ci chiedono ancora una volta di eleggere consiglieri e presidenti provinciali.
Continua a leggere 15 aprile 2009 at 2:01 pm Lascia un commento
Silvio, Veronica, Noemi e la sinistra
Qualunque persona di buon senso sa che Silvio è il peggiore, sotto ogni aspetto, tra tutti gli italiani e proprio per questo, forse, il più amato.
Continua a leggere 8 maggio 2009 at 12:38 pm Lascia un commento
Il Partito Comunista Ticinese nella costruzione dell’alternativa al consociativismo
di Davide Rossi*
*iscritto al Partito Comunista Ticinese
(documento presentato in vista del XX° congresso del partito che si svolgerà domenica 7 giugno a Bellinzona)
Continua a leggere 14 maggio 2009 at 5:38 am Lascia un commento
Voto Agnoletto e Pavlovic. Voto la lista comunista
elezioni europee 2009
Continua a leggere 26 maggio 2009 at 8:09 am Lascia un commento
Centro Studi “Anna Seghers”, un percorso tra storia, memoria e futuro.
Centro Studi “Anna Seghers”, un percorso tra storia, memoria e futuro.
di Davide Rossi
Anna Seghers è nata a Magonza nel 1900 e si è spenta a Berlino Est il 1° giugno 1983, ne ricorre quindi in questi giorni il 26° anniversario. Tedesca, ebrea, comunista è stata scrittrice di grande rilievo, anche se oggi quasi dimenticata. All’avvento del nazismo, che ha contrastato con l’impegno politico e letterario, di quegli anni il romanzo “La rivolta dei pescatori di Santa Barbara”, è costretta all’esilio, prima in Francia e poi in Messico, in cui ritrova l’amica Tina Modotti, che ha frequentato nei sei mesi del soggiorno berlinese della fotografa nel 1930, e stringe amicizia con Frida Kahlo e Diego Rivera. I suoi scritti bruciano nella notte del famigerato rogo dei libri, organizzato dai nazisti il 10 maggio 1933. Nel dopoguerra rientra in Germania con la convinzione di poter contribuire al riscatto della lingua tedesca. È tra le fondatrici della DDR e si stabilisce nella parte di Berlino che ne è capitale, diventa presidentessa dell’Unione degli Scrittori, un compito che assolve dal 1952 al 1978 con la determinazione e la libertà che la portano ad affermare l’imprescindibile necessità di “respirare alla luce delle parole”. Suo il merito del recupero di Kafka dentro il dibattito letterario nell’Europa orientale. Esponente del realismo socialista, condivide la definizione che ne dà Bertolt Brecht: “fedele riproduzione della convivenza umana effettuata dal punto di vista socialista, con i mezzi dell’arte”. Intensi sono i rapporti di amicizia con gli scrittori del suo tempo, non solo Brecht e Becher, che come lei hanno scelto di vivere in DDR, ma anche Mann, Hikmet, Guillen, Shuteriqi, Trifonov, Neruda, Amado. In Italia nel dopoguerra escono tutti i suoi romanzi, tra cui “La settima croce” per Mondadori, da cui gli statunitensi traggono un film con Spencer Tracy, e “I morti restano giovani” per Einaudi, che edita quasi tutti gli altri suoi romanzi. È l’autrice tedesca più pubblicata e letta in Italia sino al 1957, quando la nascita dell’attuale Unione Europea, allora MEC, impone, tra i vincoli per i paesi contraenti, il blocco di qualunque relazione economica e culturale con la DDR. Anna Seghers scompare così dalle librerie italiane e sopravvive in qualche biblioteca, solo negli anni ’70 la Ostpolitik permetterà alla Einaudi di ristampare i suoi libri precedenti al ’45.
Nel 2005 noi, con un gruppo di studenti, di docenti, di cittadini democratici e di lettori sensibili, decidiamo di intraprendere l’avventura se non folle certo molto coraggiosa di dare vita ad un centro studi dedicato alla scrittrice, con la volontà di compiere, nel nostro piccolo, un percorso di memoria storica, di conoscenza dei suoi testi, di impegno collettivo per un diverso futuro. In questi quattro anni abbiamo pubblicato e contribuito alla pubblicazione di alcune sue pagine: “Le nozze ad Haiti”, “La figlia della delegata”, a giugno 2009 “In Cina” (Ed. Mimesis), resoconto del viaggio compiuto nel 1951 da Anna Seghers nella Repubblica Popolare guidata da Mao.
L’impegno civile e antifascista è uno dei valori più grandi che la scrittrice ci trasmette, le parole di Anna Seghers, ancora oggi leggibili in un grande monumento fuori dal campo di concentramento femminile di Ravensbruck, una novantina di chilometri a nord di Berlino, risuonano forti: “Sono madri e sorelle, tutte, madri e sorelle di ciascuno di noi. Oggi possiamo studiare e giocare in libertà, alcuni di noi forse non erano ancora nati quando queste donne hanno esposto i loro corpi, esili e fragili, come scudi lungo tutto il tempo del terrore fascista, la loro scelta e la loro determinazione hanno protetto e difeso noi e il nostro futuro.”
Pierre Radvanyi, il figlio di Anna
di Davide Rossi
Passare una giornata con Pierre Radvanyi è una bella soddisfazione.
Continua a leggere 24 ottobre 2010 at 5:48 pm Lascia un commento
A Vicenza 4.7.09 NoNato e a L’Aquila 7.7.09 NoG8
NoNato e NoG8 un impegno civile per un modo senza basi di guerra, di pace, di coesistenza pacifica e di pieno rispetto di tutte le donne e gli uomini della terra, perché un mondo giusto è solidale è possibile solo a patto di costruirlo costruirlo. Per queste e per molte altre ragioni il Centro Studi sarà presente.
Il muro di Berlino all’esame di maturità 2009
Più che un tema di attualità, è un tema di storia quello assegnato agli studenti italiani per l’esame di maturità.
Continua a leggere 25 giugno 2009 at 1:17 pm Lascia un commento
Appello Aufruf – In difesa del monumento a Marx ed Engels a Berlino – Zur Verteidigung des Marx und Engels Denkmals in Berlin
ADESIONI A engelsmarx@libero.it
Continua a leggere 27 giugno 2009 at 12:49 pm Lascia un commento
40° anniversario della Rivoluzione libica 1° settembre 1969 – 1° settembre 2009
1° settembre 1969 – 1° settembre 2009
40 anni fa Muhammar Gheddafi abbatte la monarchia filo-occidente di re Idris per iniziare la costruzione di una Repubblica araba e socialista. Scrive il Libro Verde, un libro che ai marxisti di allora sembrava arretrato, ma che letto oggi mostra la grande capacità di coniugare le istanze sociali del pensiero islamico con le ragioni del pensiero socialista.
Continua a leggere 26 giugno 2009 at 6:34 am Lascia un commento
Anna Seghers e la DDR 1949 – 1989 – 2009
di
Davide Rossi
Direttore Centro Studi “Anna Seghers”
Enzo Collotti ha tracciato nel ’92 in una pagina del libro dedicato proprio al passaggio “Dalle due Germanie alla Germania unita” per Einaudi un ritratto brevissimo eppure preciso e puntuale di Anna Seghers e del suo rapporto con la DDR. Scrive Collotti: al VII congresso dell’unione degli scrittori della DDR, che si svolse a Berlino nel novembre del 1973, …, in Anna Seghers, amata e rispettata figura del vecchio umanesimo antifascista che era stato il sigillo primo della rinascita culturale della DDR, era presente la tensione tra una scelta ideale, che era una vera e propria scelta di vita, e il dialogo con le generazioni più giovani. Del resto la dichiarazione di identificazione con la DDR contenuta nelle parole della Seghers, insieme alla risonanza delle difficoltà che avevano rafforzato i vincoli con la DDR, era più che legittima: “con il nostro lavoro abbiamo partecipato ala costruzione del nostro stato. Con il nostro lavoro festeggiamo la sua esistenza spesso negata, spesso contestata, spesso diffamata, finalmente riconosciuta dal mondo, ora venticinquennale.”
Continua a leggere 3 ottobre 2009 at 11:55 am Lascia un commento
Margherita Hack prima firmataria dell’appello per il monumento di Marx e di Engels a Berlino
Primo elenco dei firmatari Appello Aufruf – In difesa del monumento a Marx ed Engels a Berlino – Zur Verteidigung des Marx und Engels Denkmals in Berlin:
Continua a leggere 30 settembre 2009 at 4:04 pm Lascia un commento
A Berlino il 9 e 10 gennaio 2010
Il Centro Studi sarà presente a Berlino il 9 e 10 gennaio 2010. Sabato 9 gennaio per incontrare Sergio Cusani presso la mostra da lui curata e dedicata alle opere del Realismo Socialista. Iniziativa meritoria, nel solco del pensiero di Bertolt Brecht che, al proposito, nel 1954 ha scritto: “Realismo socialista significa fedele riproduzione della convivenza umana effettuata dal punto di vista socialista, con i mezzi dell’arte.” La mostra dal titolo “Dietro la cortina di ferro, mostra di opere del Realismo Socialista”, ospitata nelle sale dello spazio espositivo di Krausenstrasse 40 – Berlino presenta opere sovietiche, alcune bellissime e commoventi. È speranza e auspicio che in futuro siano realizzabili esposizioni dedicate agli altri paesi socialisti, a partire dalla DDR.
Domenica 10 gennaio ’10 in collaborazione il gruppo SISA Berlino (Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente) si parteciperà alle ore 10.00 con partenza da Frankfurter Tor Est-Berlin, alla manifestazione per ricordare il 91° tragico anniversario della scomparsa per mano reazionaria di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht, tragicamente avvenuto il 15 gennaio 1919.
27 gennaio 1945 – 2010 Giornata della Memoria 65° della Liberazione dei sopravvissuti di Auschwitz
Sessantacinque anni fa gli uomini dell’esercito sovietico, nell’avanzata che li portava verso Berlino, liberavano ad Auschwitz i sopravvissuti del campo di concentramento. Era il primo campo che incontravano nel loro cammino, il primo ad essere liberato. È impegno civile e democratico fare memoria attiva di quanti, comunisti, sindacalisti, zingari, omosessuali, credenti delle diverse fedi, a partire dagli ebrei, cittadini progressisti delle nazioni occupate dai nazisti e cittadini sovietici hanno visto spegnere la loro vita per mano della barbarie sterminatrice. Nel 65° anniversario della Liberazione da parte dell’Armata Rossa del campo di concentramento di Auschwitz il Centro Studi “Anna Seghers” in collaborazione con il SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente (www.sisascuola.it), promuove la proiezione del film “La tregua” di Francesco Rosi il 27 gennaio ’10 alle ore 18, presso il Museo Internazionale della Maschera di Binche (Belgique), seguirà dibattito sull’importanza dell’antifascismo, ieri, oggi, sempre.
Uniti contro razzismo e xenofobia, per l’accoglienza e la solidarietà! Tutti in piazza a Bellinzona sabato 23 gennaio ’09 in Svizzera, verso lo sciopero del primo marzo 2009 degli stranieri e della scuola in Italia.
Dopo i fatti di Rosarno in Calabria, dopo il voto contro i minareti in Svizzera, il Centro Studi “Anna Seghers” denuncia ogni forma di razzismo, xenofobia. Per queste ragioni partecipa alla manifestazione indetta dal Sindacato Indipendente Studenti e Apprendisti della Svizzera italiana e dalle forze progressiste ticinesi sabato 23 gennaio 2010 alle 14.30 in Piazzale Stazione a Bellinzona, ugualmente collabora in Italia con il SISA, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, tra i promotori dello sciopero degli stranieri il primo marzo 2009.
Uno, cento, mille comitati per VITTORIO PRESIDENTE
In questi primi giorni di campagna elettorale per la Regione Lombardia abbiamo visto che i grandi mezzi di comunicazione giocano a nascondere il solo candidato che ponga con forza i temi sociali e abbia nel “listino” del presidente un premio Nobel, Dario Fo. Si tratta di Vittorio Agnoletto, candidato presidente per la Federazione della Sinistra.
Continua a leggere 7 marzo 2010 at 2:23 pm Lascia un commento
Italia 2010 – Germania 1933
La Lega al 30% in Lombardia prende i voti dei suoi che non si astengono, eppure….il lavoro che si perde, il futuro incerto, ma è possibile che le donne e gli uomini del nord conoscano solo l’odio, il desiderio di uccidere, cacciare altre donne e uomini con gli stessi loro problemi?
Io resto solidale, un africano, uno zingaro, un asiatico, un latinoamericano sono miei fratelli, io ho orrore per chi organizza le ronde, per chi distribuisce sapone per lavarsi le mani quando si incontra uno straniero.
In Germania nel ’33 Anna Seghers, a Berlino, si accorse sconvolta che l’irreparabile aveva il volto della sua vicina… l’orrore della normalità, un brivido percorre la schiena, paura, alla quale ancora, timidamente opponiamo il nostro senso di civiltà e di solidarietà, …
Davide Rossi
Direttore Centro Studi “Anna Seghers”
29 marzo 2010
Elezioni 2010 a Cuba
di
Davide Rossi
Direttore Centro Studi “Anna Seghers”
Otto milioni e 200mila cubani hanno votato il 25 aprile 2010 per eleggere i membri delle assemblee municipali del potere popolare. Ha votato il 94 % degli elettori. Di cui 320mila per la prima volta, ragazzi anche di 16 anni, è questa la nuova età stabilità per esercitare il diritto di partecipazione al voto. Le schede bianche e nulle, sommate, sono state il 9%, anche considerandole tutte di oppositori politici, volendoci aggiungere, il 6% di astenuti, tra cui la blogger anticubana Sanchez che dal suo sito comunica orgogliosa che se ne è stata casa, si raggiunge il 15% e sommando, tanto per abbondare, un altro 10% di persone che magari pur non essendo d’accordo con il governo socialista hanno preferito non rendere esplicita la loro posizione, si arriva ad una cifra totale del 25%, il che vuol dire che il 75% dei cubani, non dei votanti, proprio dei cubani, esprime consenso e appoggio al governo di Raul Castro. Presumibilmente i contrari sono molti e molti meno, le stime proposte sono generose e largheggiano a tutto vantaggio dei nemici di Cuba ma non cambiano il risultato, assoluto e schiacciante, tre cubani su quattro sono con la Rivoluzione. Nessun governo occidentale può vantare un consenso reale così forte. Le favole anticubane svaporano, anche se ad ogni telegiornale europeo il servizio sulle elezioni diventa l’occasione per parlar delle quattro “dame in bianco”. La concreta realtà smentisce quanti per interesse o per ideologia avversano Cuba e il suo governo socialista. Per loro queste elezioni sono proprio un brutto colpo. Ne siamo contenti.
20° Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina di Milano
di Aleksandra Popovska
Continua a leggere 25 giugno 2009 at 9:48 am Lascia un commento
Leggere per essere liberi
libri per conoscere, appassionarsi, capire
Il Centro Studi è lieto di annunciare la stampa di due libri di Davide Rossi. “Palloni politici – Una storia dei mondiali di calcio – 1930 – 2010” racconta gli uomini, quelli che hanno avuto coraggio e quelli che non lo hanno avuto, quelli che amavano giocare senza guardare al mondo fuori dallo stadio e quelli che si sentivano prima cittadini e poi giocatori, presidenti pronti a promuovere lo sport e dittatori a intromettersi. Dunque palloni politici.
Il secondo è dedicato all’emigrazione italiana in Belgio. Nessuno oggi in Italia ha infatti il coraggio di rinfacciare, come invece sarebbe necessario, di fronte alla deriva razzista e secessionista di una parte del Nord, che la ricchezza costruita in quelle zone d’Italia negli anni del dopoguerra si è fondata su braccia, sangue, sudore e spesso a prezzo della stessa vita di cittadini del meridione, minatori in Belgio, stroncati non solo negli incidenti, ma ancor di più dalla silicosi. Pensieri e soprattutto immagini di una storia, intrisa di gioie e dolori, letta attraverso due partite di calcio degli azzurri a Bruxelles. “Belgio – Italia 1952 – 1962 due partite di calcio tra immagini, pensieri ed emozioni dentro la storia dell’emigrazione italiana”
Un terzo libro, editato dall’Ufficio Cantonale per i Giovani del Ticino è scritto da Giulio Micheli e ha per titolo “Il Muro di Berlino: una frontiera archiviata troppo rapidamente Bilancio critico della Germania socialista” è una interessantissima analisi delle vicende che hanno determinato la fine della DDR, le intense pagine sono introdotte dal direttore del Centro Studi Davide Rossi.
Tutti e tre i libri sono a disposizione di quanti vogliano acquistarli al prezzo di euro 10 l’uno, più spese di spedizione, contattando il Centro Studi alla mail annaseghers@libero.it
Democrazia
In questi giorni di aggressione alla democrazia italiana, di rimozione dei diritti sociali, con la perdita del lavoro da parte di migliaia di donne e di uomini, e civili, con la legge bavaglio, sul sito del quotidiano “La Repubblica” un intervento dei lettori afferma: “C’era molta più trasparenza nella DDR (dove le intercettazioni non erano affatto limitate)!”. L’affermazione è singolare e i detrattori della Germania socialista potrebbero argomentare lungamente, ma svela una parte di verità, o meglio solleva una contraddizione, induce a riflettere sul senso e significato della parola democrazia. Democratica ad esempio può essere una nazione che garantisca la piena affermazione dei diritti sociali: casa, scuola, sanità, istruzione, accesso allo sport, tutela dell’infanzia con nidi e scuole materne, tutela degli anziani con adeguate pensioni e luoghi di socializzazione. Questo anche era la DDR, un paese complesso, non certo riducibile alla schematica definizione di una costola del cosiddetto “impero del male”. Venti anni di distanza dalla fine del campo socialista hanno, se non portato a più obiettive valutazioni, almeno sollevato crescenti dubbi sul desolante pensiero unico di matrice occidentale.
13 giugno ’10
Il direttivo del centro studi
Grazie Saramago
Il Centro Studi “Anna Seghers” saluta con emozione José Saramago, compagno che ha militato fin da giovane nelle file clandestine del partito comunista. Liberato il Portogallo dalla dittatura fascista di Salazar con la Rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974, Saramago conferma l’impegno politico unito a quello letterario che ne farà un Nobel per la Letteratura. Cantore con sguardo lusitano del mondo visto da Lisboa, ci ha insegnato a disarmare il punto di vista dominante e a inseguire giustizia, uguaglianza e libertà.
19 giugno ’10
Davide Rossi
Direttore
Luis Corvalan compagno e fratello
21 luglio 2010, si è spento a Santiago del Cile il segretario del Partito Comunista Cileno dal 1957 al 1990, incontrato dal nostro direttore Davide Rossi nel 1999, pubblichiamo di seguito una emozionata memoria
Continua a leggere 21 luglio 2010 at 8:14 pm Lascia un commento
Davide Rossi incontra il figlio di Anna Seghers
Il direttore del Centro Studi Davide Rossi ha incontrato a Parigi il 23 ottobre 2010 e incontrerà di nuovo nei prossimi giorni, il 19 novembre 110° anniversario della nascita della scrittrice, a Berlino Pierre Radvanyi, figlio di Anna Sehgers e i membri tedeschi della fondazione Seghers. È stata e sarà nuovamente una grande occasione di scambio di idee e progetti per continuare a costruire percorsi di memoria nel solco della opere e del pensiero politico della grande scrittrice. Tra il direttore del centro studi e Pierre Radvanyi si è rinnovata l’intesa amicizia nata nell’incontro del giugno 2009 (vedi sotto resoconto).
Per il Centro Studi “Anna Seghers” è stata l’occasione per comunicare l’apertura di una sede in Milano, via Benedetto Cacciatori 12. La sede verrà inaugurata ufficialmente il 1° giugno 2011, 28° anniversario della scomparsa della scrittrice.
Venezuela, un esempio di partecipazione
di
Davide Rossi
La propaganda antichavista ha agito fortemente su tutta la stampa europea nei giorni delle elezioni per il nuovo parlamento venezuelano a fine settembre 2010, elezioni per altro vinte dal PSUV, il partito socialista unito del Venezuela. Al presidente Chavez vengono attribuite ogni sorta di nefandezza, a partire da presunte responsabilità di un deterioramento delle condizioni di vita, economiche e sociali, dei cittadini, che alimenterebbero la criminalità. Tutto assolutamente falso. La stampa francese nel 1996 così documentava la vita in Venezuela e in particolare a Caracas, due anni prima della vittoria di Chavez: “furti nelle strade e rapine sui mezzi di trasporto pubblici, almeno 80 morti ogni fine settimana, inflazione al 1000% annuo che moltiplica la povertà sempre più dilagante”. L’inflazione oggi è a livelli infinitamente più bassi, due e non quattro cifre, la povertà è drasticamente ridotta, i morti sono molti meno, ma l’opposizione antichavista venezuelana blatera che oggi la situazione sia peggio di prima del ’98. Prendiamo in considerazione alcuni dati, ancora una volta forniti non dal governo bolivariano, ma da fonti occidentali. Nel 1998 il 60% dei venezuelani era povero e il 25% indigente. Restava escluso il 15% formato dalla classe media e dai ricchi, quelli che avevano sempre comandato e non avevano mai pagato le tasse. Chavez impone che paghino le tasse, per la prima volta nella storia della nazione e dodici anni dopo – nel 2010 – i poveri sono il 23% della popolazione e gli indigenti il 5%. Commento non sarebbe necessario, a patto che si sia un buona fede. Cresciuto il numero di persone che hanno una vita dignitosa, quella piccola percentuale di società che vive di furti e di espedienti si ritrova oggi in una società più ricca e con più soldi, quindi con più possibilità per delinquere a danno di donne e uomini che hanno raggiunto la dignità. In ogni caso, come documentato, i reati da quando esiste il governo bolivariano sono diminuiti, certo non scomparsi. Ma d’altronde il governo crede che l’opportunità da offrire sia quella del pieno recupero sociale dei barrios, non la repressione armata. Scuole, sanità, case in muratura, terreni agricoli abbandonati da decenni assegnati a campesinos senza terra, sarebbe lungo documentare quanto realizzato e quanto sta per esserlo. Tutto ciò è davvero interessante, soprattutto se messo a paragone con la considerazione strombazzata in Occidente rispetto a un presunto atteggiamento autoritario di Chavez, che in realtà anche in questo caso non corrisponde assolutamente al vero. Certo nel governo vi è chi creda necessario utilizzare maggiormente l’esercito nella repressione del crimine, come per altro farebbero tutti i governi europei, ma proprio Chavez insiste nel ritenere che non la violenza, ma la cultura, la partecipazione e il recupero sociale siano le migliori, più profonde e durature armi, quelle davvero vincenti. Per altro nel caso di un progetto repressivo del crimine occorrerebbe coinvolgere l’esercito e non la polizia, perché grazie a un deleterio sistema esasperatamente federalista ereditato dall’epoca prebolivariana, in Venezuela esistono 135 corpi di polizia, uno per ogni regione o grosso quartiere delle città più importanti, controllati dai governatori locali. Quelli delle regioni di confine con la Colombia, oppositori del governo, spesso dichiaratamente reazionari o fascisti, incentivano l’immigrazione dalla Colombia. Si stima che in Venezuela vivano 4 milioni di colombiani, nella stragrande maggioranza ottime persone, ma all’interno di questa comunità si nascondono, spesso coperti dai politici antichavisti, narcotrafficanti e squadroni della morte che non solo coprono e incentivano il crimine e lo spaccio, ma anche organizzano l’uccisione di attivisti del PSUV. Il celebre narco – paramilitare fascista colombiano Gonzales, arrestato nel 2008, aveva documenti rilasciati dallo stato venezuelano di Zulia e lascipassare della locale polizia, uno stato governato dall’opposizione. Anche nella stessa Caracas, nei quartieri amministrati dalla destra, questi gruppi eversivi e criminali hanno l’appoggio politico che permette loro di aprire bar e ristoranti, che poi utilizzano come copertura e base per il coordinamento di furti, rapine e spaccio, ne consegue che queste persone abbiano di conseguenza una certa familiarità con le armi e contribuiscano agli omicidi che insanguinano la capitale. Ulteriore dimostrazione del fatto che laddove la presenza del PSUV sia forte e massiccia e il controllo politico del territorio radicato, attraverso iniziative sociali capillari e diffuse, la criminalità è quasi nulla, come nei barrios carachegni di Guaitre, Guarenas e 23 gennaio. Molto si potrebbe ancora scrivere e documentare, ma quanto esposto offre in ogni caso sinteticamente un quadro della realtà, aderente al vero e scevro da falsificazioni. Il compito di tutti coloro che credono nel progresso e nella giustizia sociale è quello della solidarietà, verso il Venezuela e il presidente Hugo Chavez. Perché il golpe fortunatamente fallito in Ecuador contro il presidente Correa e la campagna interna e internazionale contro il candidato Ollanta in Perù, a pochi mesi dalle elezioni, sono l’evidente segnale di come e quanto l’obiettivo sia quello di colpire, abbattere e distruggere il progetto bolivariano che si diffonde per l’America Latina, e di cui il Venezuela guidato da Chavez è stato al contempo primo esempio concreto e modello per una trasformazione profonda della politica sudamericana.
Saviano, Falcone e noi della Rete, una lettera del direttore del Centro Studi
Carissimo Saviano,
intanto mi permetto di darti del tu perché, sebbene non ci conosciamo, non solo ti stimo e ti ammiro, ma mi sento fratello delle tue battaglie civili, che anche io, certo in forma molto diversa, conduco da anni e ancora oggi, attraverso il sindacato SISA www.sisascuola.it, il centro studi “Anna Seghers” e il quotidiano on line aurorarivista.it.
Ho molto apprezzato la tua trasmissione di lunedì 8 novembre, ma mi è dispiaciuto vedere associati nella macchina del fango contro Giovanni Falcone noi che allora facevamo la Rete, con Leoluca Orlando, che è comparso in un testo di stampa alle tue spalle relativo alla procura nazionale antimafia, e all’avvocato Galasso, che tante vittime di mafia ha difeso in quegli anni e ancora difende.
In quel maggio del 1992 tu avevi 12 anni e io venti. Capisco che tu possa avere un ricordo impreciso di quella stagione.
Io che oggi organizzo momenti di memoria nei giorni della loro scomparsa per Falcone e Borsellino a Milano, la mia città, presso l’albero Falcone di via Benedetto Marcello, albero piantato da Pippo Teri, da me e da altri ragazzi nel primo anniversario della morte del magistrato, che ho un rapporto di cordiale amicizia con Giuseppe Di Lello, che del pool guidato da Caponnetto, da te giustamente considerati eroi, era il più giovane, ricordo la durezza e l’asprezza dell’attacco condotto da noi della Rete, anche attraverso il settimanale Avvenimenti, nella primavera del 1992 contro le scelte di Giovanni Falcone, non contro Giovanni Falcone.
Di alcune mie scelte del passato mi sono pentito, di aver anche io attaccato Giovanni Falcone in quei mesi no.
Conosco bene le difficoltà di Falcone a Palermo tra Meli e il corvo Di Pisa, per altro poi scagionato da tale accusa. Ma oggi come allora reputo del tutto sbagliata la scelta di Falcone di andare in via Arenula al ministero con Claudio Martelli. Non solo era il governo Andreotti ma Martelli era stato eletto, insieme a Pannella e ad altri due socialisti a Palermo alla camera dei deputati nel 1987 in una quaterna espressamente decisa dalla mafia che vi dirottò parte dei voti che controllava perché voleva con quel chiaro segnale colpire la DC avvisandola della scorrettezza, agli occhi della mafia, della giunta comunale antimafia del sindaco DC Leoluca Orlando. Certo Martelli alle elezioni parlamentari del 1992 non si era presentato di nuovo a Palermo. Ma poco cambia. Il legame tra Craxi e Andreotti e la mafia siciliana era noto ed evidente, complicato anche nell’aprile ’92 dall’omicidio di Salvo Lima, e Martelli, prima di rivelarsi un critico del craxismo fuori tempo massimo, era l’erede designato di Craxi. Quel Craxi sul quale pesavano le puntuali indagini di un altro deputato della Rete, come Orlando e Galasso, il giudice Carlo Palermo, quasi ammazzato anni prima a Trapani per le sue indagini sul commercio di armi e droga che appunto coinvolgevano il segretario del PSI e la mafia.
Per altro, tragicamente, a Roma Giovanni Falcone si era infilato, certo involontariamente ma forse non inconsapevolmente, nel coacervo di un governo e di una fitta schiera di nemici, non avversari, ma veri e propri nemici, dai quali noi della Rete lo invitavamo ad allontanarsi e diffidare.
Per quelle ragioni e per il suo ostinato non volersi smarcare da un governo che rappresentava il contrario della sua vita la Rete, ed io ugualmente, abbiamo sostenuto con forza la candidatura di Agostino Cordova, procuratore anti-andrangheta di Palmi, quale candidato alla procura nazionale antimafia e non la candidatura di Falcone, sostenuta da Martelli e Andreotti.
Ti aggiungo da ultimo una piaga dolorosa che mi porto e di cui ti prego, nelle forme e nei modi che potrai, di tenere alta la vigilanza. Tra le persone che a Roma tramavano contro Falcone un deputato manniniano della DC, Rodolfo Maira, detto Rudi, ha avuto un ruolo fondamentale nella morte del magistrato, ma il giudice Tescaroli, che ha istruito il primo processo Falcone, quando a Milano ha presentato la pubblicazione in forma di libro degli atti processuali, alle mie vive e rabbiose rimostranze sull’assenza di Maira nel libro, ha constato che avevo ragione, ma che Maira, che oggi fa ancora politica e prova da anni, per fortuna senza riuscirci, a tornare in parlamento, era abilmente riuscito a smarcarsi dal processo.
Rodolfo Maira, deputato solo dal 1992 al 1994, è proprietario nel 1992, quando allora quasi nessuno li aveva, di due cellulari e quei due cellulari il 23 maggio 1992 sono in mano a due persone, una che sta fuori da via Arenula e chiama il secondo cellulare di Maira che sta all’aeroporto di Punta Raisi quando l’automobile di Falcone esce dal ministero, il secondo cellulare di Maira dopo aver ricevuta la prima telefonata, telefona un’ora dopo a quello di Brusca per informare che l’aereo di Falcone è arrivato e l’automobile è partita dall’aeroporto.
Maira dirà che i cellulari gli sono stati rubati. Il nome di Maira da allora scompare, ma la coscienza civile di chi non dimentica resta viva.
Carissimo Saviano, la macchina del fango è sempre infame, ma quella nostra contro le posizioni di Falcone, non contro Falcone, è stata una battaglia politica, di cui resto convinto della giustezza.
Sono certo che, nella tua piena libertà di dissentire da quella battaglia, che però forse anche tu avendo allora venti anni come me, avresti condiviso, capirai, che io e con me gli amici della Rete che la hanno condotta, non possiamo essere in alcun modo assimilatati, anche solo per un attimo, all’infamità di chi infanga per distruggere.
Ti saluto caramente, ti auguro buon lavoro e ti abbraccio.
Davide Rossi
Berlino novembre 2010, ricordando Anna Seghers
di
Davide Rossi
Segretario generale del SISA e direttore del Centro Studi “Anna Seghers”
18 novembre ’10
Essere a Berlino, anche solo alcuni giorni, per l’assegnazione dei premi Anna Seghers è una grande emozione. La città, per quanto con la solita inestinguibile violenza si cerchi di riplasmarla facendo scomparire i segni e la memoria della sua quarantennale storia come capitale della Germania democratica, resiste all’attacco. Certo, Alexanderplatz è sfigurata. Con la fontana nascosta e oscurata dai mercatini non solo natalizi e la casa dell’insegnante espulsa a forza dalla piazza attraverso l’interposizione di un mastodontico edificio commerciale. Resiste solitario l’orologio dei popoli della terra. Fuori dallo storico Comune Rosso la statua di Marx ed Engles ha lasciato spazio ai lavori della metropolitana, ma non è stata portata via, è messa su un lato del parco della piazza, dietro un recinto divisorio di ferro, al momento non la si può avvicinare, ma il fatto che non la abbiano nascosta in qualche magazzino e che i turisti si affollino a fotografarla lasca ben sperare sulla possibilità che possa riprendere il suo posto nella piazza, in cui svetta la torre della televisione della DDR e sulla quale sono salito per la prima volta, ammirando la strepitosa visione della città che si gode da duecento metri d’altezza. Il loro posto lo hanno ritrovato per fortuna le finestre istoriate e colorate dell’università Humboldt in Unter den Linden, bellissime, con Gagarin, lo Sputnik, le colombe della pace, i simboli del lavoro, quello della DDR e l’immancabile stella rossa. Alla Humboldt incontriamo gli amici del SISA, italiani e tedeschi, i primi rilevano la crescente presenza di giovani italiani a Berlino, che ingrossano le fila di una comunità con passaporto tricolore che ha raggiunto le 15mila persone, spesso in cerca di lavoro, qui più facilmente trovabile, specialmente in campo artistico e culturale, e in fuga dal berlusconismo. Gli amici tedeschi, che a partire dalla giornata internazionale dello studente del 17 novembre 2010 hanno avviato una serie di riunioni e dibattiti con l’obiettivo di riprendere le lotte studentesche in Germania, hanno sottolineato la necessità di un maggiore contatto tra esperienze europee per una comune battaglia a difesa e promozione dei valori e dell’importanza della scuola, dell’università e della ricerca. Il pensiero e la parole sono corsi con una certa rapidità alla FESAL, la Federazione Europea del Sindacalismo Alternativo nel campo dell’educazione che proprio il 18 e 19 settembre 2003 nasceva a Berlino alla Humboldt. Per altro io ed Emilio, segretari del SISA abbiam partecipato a quella fondazione e la coordinatrice studentesca del sindacato, per quanto giovanissima, ne è stata parte fin da subito e negli anni seguenti. La storia di quel progetto ha appassionato i giovani italiani e tedeschi di Berlino, nella comune convinzione che quello sia stato il solco umano, relazionale e progettuale dentro il quale si deve tornare a perseguire l’unità e la collaborazione per difendere valori, idee e progetti comuni. Ho rassicurato che il SISA ha fatto propri, fin dallo statuto, oltre che con il quotidiano lavoro, questi impegni. Lottare con il SISA significa agire dentro un progetto che ha radici antiche e in ogni caso profondamente radicate nella solidarietà internazionale.
19 novembre ’10
Di prima mattina incontro, nel 110° anniversario della nascita di Anna Seghers, suo figlio Pierre, sempre caloroso e gentile, con il quale riaffermiamo la volontà di inaugurare il primo giugno 2011, 28° anniversario della morte della scrittrice, il Centro Studi “Anna Seghers” a Milano. La sera ci ritroviamo presso la sede dell’Accademia delle Arti alla porta di Brandeburgo per la consegna a due giovani scrittori, uno tedesco e uno argentino, dei premi intitolati ad Anna. Vedere la sala affollata a ricordare questa donna straordinaria che mai ha disgiunto l’impegno sociale, civile e politico da quello letterario è una intensa emozione. Nel pomeriggio, dopo l’omaggio alla tomba di Anna, in Chaussestrasse, dietro la casa, oggi museo, di Helene e Bertolt Brecht, constato come più avanti nella stessa via il progetto di costruire la sede dei servizi segreti sull’area in cui è stato, già nel 1991, abbattuto lo stadio dei festival mondiali della gioventù del ’51 e del ‘73 ha preso avvio. Resiste invece all’angolo tra Leipziger strasse e l’attuale Wilhelm strasse, già Otto Grotewohl strasse, dedicata al primo presidente del consiglio della DDR, lo splendido murale del ’52 che mostra un popolo, in particolare i giovani, in cammino nella costruzione ricca di ideali del socialismo. Il palazzo è l’odierno austero ministero delle finanze, già sede di più ministeri ai tempi della DDR, che qui è nata con la solenne assemblea del 7 ottobre ’49. La struttura è faraonica e monumentale, un po’ tetra, già ministero dell’aviazione militare, voluto, per eccesso di megalomania, da Goring. Spostandomi in Rosa Luxemburg platz presso la sede della Linke, sotto il sempre imponente e bello Volksbuhne, il teatro del popolo, trovo il solito considerevole numero di libri a basso costo di epoca socialista che documentano con fotografie di insuperabile capacità comunicativa la vita in DDR, in Polonia, in Ungheria. Un patrimonio documentario che acquisisco subito nell’interesse del centro studi di Milano. Prendo quindi un bus, passo davanti al ministero degli esteri, che osservo con piacere ha preso sede in quello degli esteri della DDR, intanto sto ascoltando l’ipod, a fianco a me siede una signora di una certa età, le domando se è di Berlino est, mi risponde sì, le passo le cuffie, sorride, si commuove e mi abbraccia, stavo ascoltando l’inno della DDR.
20 novembre ’10
È severo, tedesco e imponente il grande palazzo di giustizia di Norimberga, prospiciente un carcere ancora in funzione, che esattamente 65 anni fa, il 20 novembre 1945 apriva la prima sessione del tribunale per la condanna dei crimini nazisti. Sono invitato e partecipo con vivo piacere all’inaugurazione del museo dedicato al “processo di Norimberga”. È evidente che sono e siamo in molti ad essere consapevoli di come la spettacolarizzazione dell’evento fosse funzionale alla copertura del fatto che nella Germania Occidentale molti docenti, militari, funzionari, tutti nazisti, al contrario della DDR nazione in cui sono stati espulsi e allontanati, venivano negli stessi giorni reintegrati nei loro posti di lavoro. È tuttavia una emozione sedere nei banchi dei giudici e osservare quelli degli imputati, i maggiori artefici della più terribile e lucida barbarie del XX° secolo. Essere a Norimberga è l’occasione per incontrare, per quanto brevemente, gli studenti delle università di Erlangen e di Norimberga che agiscono come SISA e che sono parte del locale movimento di lotte. Le ragioni e i sentimenti si riallacciano strettamente a quelli dei giovani berlinesi, l’Europa e il mondo sono gli orizzonti che ci appartengono, dentro la crisi irreversibile del sistema di dominio dell’Occidente.
Tre giorni intensi, appassionati, nel solco di un duplice impegno, quello del centro studi “Anna Seghers” di promuovere e preservare la memoria storica, artistica e letteraria del Novecento, e del SISA impegnato nell’irrinunciabile costruzione di una rete di informazione e di solidarietà internazionale, a partire dall’Europa, che agisca per un domani fondato sui saperi e non sulla mercificazione a tutti i livelli della vita, che riconosca nel rispetto reciproco il metro su cui misurare la propria crescita e non i sempre meno convincenti dati sulla produzione economica. Un domani possibile se costruito con il sorriso e la voglia di futuro che accomuna i giovani del SISA ai giovani d’Europa.
Una sede per il Centro Studi a Milano
Il Centro Studi “Anna Seghers” è lieto di annunciare l’apertura della sede in via Benedetto Cacciatori 12 Milano, angolo via Carlo Marx.
È per tutti noi una grande gioia, una vera emozione.
Il Centro, che già può ospitare incontri e riunioni, sarà operativo dell’anno scolastico e accademico 2011-2012.
È in corso la fase di catalogazione del patrimonio librario.
L’inaugurazione è prevista per il 1° giugno 2011, sesto anniversario della fondazione del Centro Studi e 28° anniversario della morte della scrittrice, ha garantito la sua presenza il figlio di Anna Seghers, Pierre Radvanyi.
Informazioni, richieste e domande di consultazione del patrimonio librario possono già essere indirizzate a annaseghers@libero.it
Milano 1° gennaio ’11
Davide Rossi
Direttore
Il Centro Studi in Africa
Il direttore Davide Rossi terrà lunedì 17 gennaio ’11, nel cinquantesimo anniversario della morte di Patrice Lumumba, una commemorazione ufficiale del grande statista panafricano in collaborazione con il sindacato RAS, Rinnovamento dell’Azione Sindacale, presso l’Università Pedagogica Nazionale di Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.
Il 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, animerà presso la stessa università una conferenza dedicata alla storia della seconda guerra mondiale e alla trionfale lotta di Liberazione dal nazifascismo compiuta dai popoli europei, ricordando la liberazione dei prigionieri del campo di Auschwitz, compiuta dai soldati dell’Armata Rossa il 27 gennaio ’45.
A Berlino con il Centro Studi, sui passi di Anna Seghers
Il Centro Studi organizza viaggi culturali, scolastici e d’istruzione a Berlino, per gruppi e per classi di scuola secondaria superiore.
Chi è interessato può inviare mail a annaseghers@libero.it
Prima della partenza è necessario un incontro di presentazione dei percorsi possibili, tenuto dal direttore Davide Rossi, in modo anche da individuare i temi di interesse e i luoghi da visitare.
A 90 chilometri a nord di Berlino è il solo campo di concentramento femminile, quello di Ravensbruck. Altri campi di sterminio e di prigionia si trovano nei pressi della capitale tedesca, se può essere d’interesse una visita, anch’essa va concordata preventivamente.
Iscriviti e sostieni il Centro Studi “Anna Seghers”
Carissime e carissimi, il Centro Studi, che non riceve alcun contributo pubblico, ha di giorno in giorno più rilevanti costi da sostenere, ciò impone necessariamente che sia importante avviare la campagna di adesioni 2011 e contemporaneamente aprire una campa straordinaria di sottoscrizioni volontarie e donazioni.
Le quote di adesione per il corrente anno sono state stabilite nel modo seguente:
socio ordinario euro 25
socio sostenitore euro 50
socio ordinario studente euro 20
le quote associative, così come le sottoscrizioni e le donazioni di qualsiasi entità, vanno versate, specificando la causale, sul conto:
BANK OF CHINA
VIA SANTA MARGHERITA 14/16
20121 MILANO
CUSTOMER ID: 405805
SWIFT BIC: BKCHITMMXXX
IBAN IT12Z0309301600405805020008
(intestatario: Davide Rossi)
(per chiarezza segnaliamo che gli 0 sono tutti zero e non lettere o)
Si prega in ogni caso di segnalare gli estremi dell’iscritto/a:
nome e cognome, mail, indirizzo, telefono fisso e cellulare e ogni altra informazione necessaria con contestuale comunicazione via mail ad annaseghers@libero.it
Il Centro Studi provvederà a recapitare la tessera associativa.
Il direttivo raccomanda a tutte e tutti di provvedere con solerzia, il sostegno di ciascuno è indispensabile.
Milano, 25 febbraio ’11
Per il direttivo
Davide Rossi
Direttore
1 giugno 2011 via Benedetto Cacciatori 12 angolo via Marx Milano ore 17.00 inaugurazione del Centro Studi “Anna Seghers”
Intervengono:
Pierre Radvanyi
figlio della scrittrice
Davide Rossi
Direttore Centro Studi “Anna Seghers”
Emilio Sabatino
Vicedirettore Centro Studi e Segretario SISA
Massimiliano Ay
Responsabile del Centro Studi per il Ticino
Christiane Barckhausen
Biografa di Tina Modotti e figlia della scrittrice della DDR Elfriede Bruening
Rita Calabrese
Studiosa seghersiana e professoressa di letteratura tedesca all’Università di Palermo
Pierre Dalla Vigna
Mimesis Edizioni
Alessio Arena
Associazione universitaria Demos Italia
In occasione dell’inaugurazione verrà presentata in anteprima l’edizione italiana de “I morti restano giovani”
di Anna Seghers – Mimesis Edizioni
Anna Seghers
(Magonza 1900 / Berlino – capitale della DDR 1983)
Tedesca, ebrea, comunista. All’avvento del nazismo, che ha contrastato con l’impegno politico e letterario, di quegli anni il romanzo La rivolta dei pescatori di Santa Barbara, è costretta all’esilio, prima in Francia e poi in Messico, in cui ritrova Tina Modotti e stringe amicizia con Frida Kahlo e Diego Rivera. I suoi scritti bruciano nella notte del famigerato rogo dei libri, organizzato dai nazisti il 10 maggio 1933. Nel dopoguerra ritorna in Germania con la convinzione di poter contribuire al riscatto della lingua tedesca e pubblica I morti restano giovani. È tra le fondatrici della DDR e si stabilisce nella parte di Berlino che ne è capitale, diventa presidentessa dell’Unione degli Scrittori, un compito che assolve con la determinazione e la libertà che la portano ad affermare l’imprescindibile necessità di “respirare alla luce delle parole”. Intensi i rapporti di amicizia con gli scrittori del suo tempo: Brecht, Mann, Hikmet, Guillen, Shuteriqi, Trifonov, Neruda, Amado. In Italia nel dopoguerra escono tutti i suoi romanzi, tra cui La settima croce e I sette della miniera, è l’autrice tedesca più pubblicata e letta sino al 1957, quando la nascita dell’attuale Unione Europea, allora MEC, impone, tra i vincoli per i paesi contraenti, il blocco di qualunque relazione economica e culturale con la DDR.
I° premio “Anna Seghers” per giovani scrittrici e giovani scrittori 2011
Il Centro Studi istituisce il primo premio per giovani scrittrici e giovani scrittori – per opere in lingua italiana – intitolato alla grande scrittrice tedesca.
Regolamento
Qualunque giovane di età compresa tra i 14 anni e i 25 anni (da compiersi entro nel primo caso e non oltre nel secondo il 31.12.11), italiano o straniero, residente in Italia o in altra nazione, può partecipare al concorso.
I concorrenti devono inviare i loro testi, in lingua italiana, che possono essere:
- racconti o romanzi
- poesie
- saggi di argomento storico e/o letterario (le eventuali tesi di Laurea sono ammesse, purché non già pubblicate)
in formato cartaceo e stampato (non verranno ammessi testi scritti a mano) al seguente indirizzo:
DAVIDE ROSSI
PREMIO ANNA SEGHERS
via Sottocorno 6
20129 Milano
Italia
congiuntamente devono allegare:
1. foglio contenente i dati personali comprensivi di: Nome, Cognome, Indirizzo di residenza, Luogo e data di nascita, Mail, Telefono fisso, Telefono cellulare
2. fotocopia della ricevuta del versamento di euro 50 sul conto corrente del Centro Studi:
BANK OF CHINA
VIA SANTA MARGHERITA 14/16
20121 MILANO
CUSTOMER ID: 405805
SWIFT BIC: BKCHITMMXXX
IBAN IT12Z0309301600405805020008
(intestatario: Davide Rossi)
specificando nella causale: ISCRIZIONE AL PRIMO PREMIO ANNA SEGHERS
3. fotocopia del documento di identità (nel caso di partecipanti minorenni si deve allegare autorizzazione a partecipare al concorso di uno dei genitori)
Solo e soltanto per i concorrenti che possano raggiungere Milano, l’iscrizione, la quota di iscrizione, la consegna dei materiali può avvenire concordano un appuntamento con il Centro Studi, richiedendolo alla mail annaseghers@libero.it
Termine ultimo ed irrevocabile per consegnare o far pervenire per posta gli scritti e i documenti è il
15 settembre 2011
Saranno esclusi tutti i concorrenti che abbiano inviato i testi senza allegare la necessaria documentazione.
La commissione giudicate, formata da:
Davide Rossi Direttore Centro Studi
Emilio Sabatino Vice-Direttore Centro Studi
Massimiliano Ay Responsabile del Centro Studi per la Confederazione Elvetica
espleterà nei tempi ragionevolmente possibili, auspicabilmente entro il 30 novembre 2011, la lettura dei testi pervenuti e formulerà un giudizio insindacabile che decreterà il vincitore del
I° premio “Anna Seghers”.
Al vincitore verrà garantita, con presentazione del Direttore, la pubblicazione del testo a cura del Centro Studi, nei tempi e nei modi che le possibilità di bilancio del Centro Studi stesso permetteranno. Del testo cento copie verranno attribuite all’autore.
È prevista anche una menzione speciale per un testo classificatosi secondo, al cui autore verranno corrisposte pubblicazioni del Centro Studi per un valore di euro cento.
Milano 1° maggio 2011
Giornata internazionale di lotta per i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, delle studentesse e degli studenti.
Locarno 2011
Un importante festival quello di Locarno, giunto alla sua 64° edizione nel 2011. Molti film, molte emozioni. Alcune da ricordare. Il divertentissimo “Saya Zamurai” passato in piazza Grande, storia di un padre che lascia una magistrale lezione di vita e di affetto alla figlia, “I canti di Mandrin” in concorso, parabola tragica di quei rivoluzionari illuministi di metà ‘700 capaci di anticipare e gettare le basi di quella che sarà la stagione giacobina, la più feconda, libera e democratica della storia di Francia. Il kazako Turbajev ha portato il bellissimo “Giorni di sole”, storia di un uomo nell’Alma Ata di oggi, per tanti aspetti ancora memoria di un tempo più felice, quello che la vedeva parte di una grande repubblica, quella dei Soviet e proprio sovietico è il capolavoro visto fuori concorso, “Andrei Rubliov” di Andrej Arsen’evič Tarkovskij, film dedicato al grande pittore russo, allievo di Teofane il greco, realizzatore con lui degli interni delle chiese del Cremino di Mosca e di alcune chiese di Vladimir, nonché dell’insuperata Trinità realizzata nel 1411. La pellicola restituisce con emozione la vita della Russia agli inizi del ‘400, la sua violenza, la sua forza, i riti antichi, l’amore e il sangue, il crescente potere della chiesa ortodossa e la presenza dei tartari dell’Orda d’Oro. Un autentico capolavoro che resterà per sempre nella storia del cinema. (Vinko Bilusiic)



